Greta Thunberg, crollo psicologico della baby attivista: “Dopo un anno…”, odore di resa

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È il momento di dismettere l’euro

24/09/2019

Grossi nodi vengono al pettine. In un approfondimento apparso sul sito del settimanale tedesco Focus i due economisti Mark Friederich e Matthias Weik, autori di diversi pamphlet, invocano la demolizione controllata della moneta unica, prima che lo scoppio di una nuova bolla ne evidenzi ancora più drammaticamente i limiti. La lente attraverso cui passa l’analisi è quella neoclassica, che individua il male assoluto nell’eccessiva circolazione di moneta. Tuttavia, le conclusioni dei due autori trovano un inaspettato punto di incontro con le tesi divulgate dai pochi economisti non conformisti che sulle magnifiche sorti e progressive dell’eurozona si sono rifiutati di aderire alla vulgata mainstream: “È tempo di affrontare la realtà ed evitare danni ancora maggiori per la Germania e per l’Europa. Per quanto tempo i cittadini di questo paese sosterranno ancora l’esperimento dell’euro? O meglio, per quanto tempo saranno ancora disposti a pagarne la follia?”.

Di Mark Friederich e Matthias Weik, 19 settembre 2019

Traduzione di Oscar Amalfitano

Gli economisti Weik e Friederich: è giunto il momento di smantellare l’euro.

Una citazione molto bella recita: “La follia è fare sempre la stessa cosa aspettandosi risultati diversi”. Eppure, sembra essere proprio questo il motto della Banca centrale europea (BCE) dallo scoppio della crisi finanziaria del 2008. Non c’è altro modo per spiegare una cura della crisi sempre uguale a se stessa e mai realmente efficace. L’ultima crisi è stata causata da tassi di interesse e costo del denaro troppo bassi, ma la BCE non cambia di una virgola: tassi ancora più bassi e denaro a prezzo discount. Una politica folle, destinata a fallire senza pietà. Si può usare la macchina stampasoldi per spostare i problemi in un futuro non precisato, ma non è questo il modo per risolverli.

A differenza delle controparti statunitensi della Fed, la BCE non ha aumentato i tassi dopo la crisi. Al contrario, Draghi passerà alla storia come il primo capo della BCE che non ha mai alzato i tassi di interesse, ma li ha solo abbassati. Pertanto, dal 2016, non solo abbiamo tassi di interesse pari a zero, ma le banche pagano persino sanzioni sui loro depositi presso la BCE.

La BCE comprerà ancora più titoli di Stato

I sintomi si avvertono da anni. Molte banche hanno introdotto commissioni per la manutenzione del conto, le filiali vengono chiuse, gli sportelli automatici dismessi, i servizi ridotti all’osso e le fusioni diventano necessarie – perfino tra una cassa di risparmio e una banca popolare! E ora il presidente uscente Draghi lascia a noi un amaro regalo di addio e al suo successore, Christine Lagarde, un pericoloso dono di benvenuto. Draghi ha nuovamente abbassato il tasso di deposito a meno 0,5% e, a partire da novembre, inizierà un nuovo programma di acquisti che prevede volumi di 20 miliardi di euro al mese. L’ultimo programma è stato pari a 2,59 bilioni di euro ed è terminato solo alla fine del 2018. Neanche nove mesi dopo, Draghi si è sentito obbligato a dare il via a un nuovo piano di acquisto. Di quante prove hanno bisogno i nostri politici per capire che l’euro sta morendo?

Dal 1° novembre la BCE, sotto la guida della sua nuova sovrana Christine Lagarde, utilizzerà denaro generato al computer per acquistare ancora più obbligazioni da Stati praticamente in bancarotta, come l’Italia o la Grecia, oltre a titoli delle cosiddette società zombi che sono state a lungo insolventi. In breve, la BCE farà tutto ciò che è in suo potere per mantenere in vita questo disastroso esperimento valutario chiamato euro, condannato al fallimento fin dalla sua nascita.

L’euro distrugge l’Europa, il nostro benessere e le nostre banche

I fatti: l’euro separa l’Europa invece che unificarla. La moneta unica è troppo debole per la Germania e troppo forte per i paesi dell’Europa meridionale. Affinché gli Stati del Sud possano riguadagnare la propria competitività dovrebbero svalutare le proprie valute. Tuttavia, ciò è impossibile nella gabbia valutaria dell’Eurozona. Di conseguenza, i paesi dell’Europa meridionale non saranno mai in grado di compiere progressi economici all’interno della moneta unica. Pertanto, non ha alcuna rilevanza quanto denaro possa essere trasferito dal Nord al Sud Europa.

L’euro è tutt’altro che una valuta stabile. Dalla sua introduzione ha già perso il 30% del suo potere d’acquisto. A causa dei bassi tassi di interesse sono in sofferenza i soggetti più disparati, dai proprietari di libretti di risparmio in banca, alle società che stipulano polizze sulla vita, passando per tutti i fondi sanitari e pensionistici.

Il risparmiatore è lo stupido, la povertà in vecchiaia pre-programmata

Le conseguenze della politica della BCE sono serie. I risparmiatori saranno puniti, i debitori premiati. Se i cittadini tedeschi dovessero iniziare effettivamente a consumare non solo i loro risparmi, ma anche a fare debiti e di conseguenza a non essere più in grado di rendere economicamente sicura la loro vecchiaia, dovremo prepararci a un’ondata di povertà in grado di superare ogni immaginazione. Chiunque scelga di accettare questa deriva per mantenere in vita un euro condannato in partenza non solo è incredibilmente irresponsabile, ma anche profondamente antisociale.

I prezzi delle azioni e degli immobili continuano a salire

Come prima e più di prima, le banche si vedranno costrette ad essere ancora più generose nei prestiti. Di conseguenza, un numero sempre più grande di cittadini acquisterà immobili incredibilmente costosi, che non possono permettersi affatto, con denaro che in realtà non hanno e non dovrebbero mai ottenere in prestito. Dal 2009 i prezzi dei condomini sono quasi raddoppiati nelle sette maggiori città. Questa tendenza è destinata a continuare fino allo scoppio di una nuova bolla.

In passato, le gravi conseguenze di una bolla immobiliare che scoppia sono state vissute direttamente sulla pelle da molte persone, specialmente negli Stati Uniti, in Irlanda e in Spagna. I partiti che si lamentano dell’aumento degli affitti, che invocano un tetto ai prezzi delle locazioni, ma che parallelamente sostengono l’euro, hanno perso ogni credibilità. Chi se ne infischia del politically correct userebbe l’aggettivo “ipocrita” per descrivere questo atteggiamento.

Anche sui mercati azionari il denaro a buon mercato finirà per creare una gigantesca bolla. I fondi ETF sono aumentati di cinque volte dalla crisi finanziaria (da 716 miliardi di dollari a oltre 4,68 bilioni di dollari). La bolla destinata a scoppiare sui mercati azionari sarà di gran lunga peggiore di quella del 2009.

Tassi di interesse negativi, acquisti di titoli e unioni bancarie sono alle porte

Invece di porre fine all’esperimento valutario dell’Euro dobbiamo prepararci ad ulteriori misure draconiane. La BCE e l’UE faranno tutto il possibile per mantenere in vita l’euro il più a lungo possibile e rimandare il proprio fallimento a un futuro più lontano possibile. È solo una questione di tempo prima che i tassi di interesse subiscano un ulteriore ribasso e i programmi di acquisto continuino a salire. È probabile si giunga a un tasso di interesse negativo fino a – 5%. Tuttavia, ciò sarà possibile solo se il denaro verrà fortemente limitato, seguiranno pertanto inevitabili restrizioni al prelievo di contanti. Il programma di acquisto è di certo destinato a crescere. In futuro, la BCE non acquisterà solo obbligazioni, ma anche azioni, come la Banca nazionale svizzera (BNS).

La Banca nazionale svizzera possiede ora azioni di 6.600 società. Il valore dei soli titoli statunitensi è di poco inferiore ai 90 miliardi di dollari. Fra non molto le porte della scelleratezza saranno spalancate e vivremo definitivamente nell’era dell’economia pianificata delle banche centrali. Inoltre, l’attuale politica tedesca non riuscirà a frenare per sempre un’unione bancaria comunitaria. Ciò significa che in futuro noi risparmiatori saremo anche responsabili per le fatiscenti banche dell’Europa meridionale. Tra non molto sarà inevitabile e necessario ritirare i propri risparmi dalle banche. Sempre che ciò sia ancora possibile.

Le nostre previsioni:

– non appena la recessione nella zona euro avrà pieno effetto, i tassi di interesse verranno ulteriormente ridotti;
– i programmi di acquisto di titoli di Stato aumenteranno drasticamente;
– le passività Target2 della Germania supereranno il bilione;
– sempre più banche in Europa scompariranno dalla scena e le grandi banche europee perderanno completamente il collegamento con la cima del mondo;
– le bolle del mercato finanziario si gonfieranno sempre di più: azioni, obbligazioni, ETF e proprietà immobiliari.
La Dexit è meno costosa sul lungo termine

È evidente che si rimarrà ancorati all’euro fino alla sua amara capitolazione. Quanto tempo impiegheranno i politici a rendersi conto che l’esperimento valutario dell’euro è destinato al fallimento? L’euro non sopravvivrà a una seconda recessione e la BCE non sarà in grado di assorbirla. Quando realizzeranno i nostri politici che l’euro sta separando l’Europa anziché unificarla sotto una bandiera comune? Quanto durerà la massimizzazione del danno economico? Quando prevarrà la consapevolezza che una Dexit dall’Eurozona è sicuramente la soluzione a lungo termine meno costosa?

Questo è il momento di gestire la fine dell’euro in modo controllato, perché se la moneta unica dovesse collassare con violenza, i costi, sia sociali che monetari, sarebbero molto più alti. Indubbiamente, una Dexit porterebbe con sé anni scuri e pesanti come macigni. Un crollo incontrollato dell’Eurozona, tuttavia, sarebbe il caos e avrebbe conseguenze ben più drammatiche di un decennio perduto. È tempo di affrontare la realtà ed evitare danni ancora maggiori per la Germania e per l’Europa. Per quanto tempo i cittadini di questo paese sosterranno ancora l’esperimento dell’euro? O meglio, per quanto tempo saranno ancora disposti a pagarne la follia?

Consigli agli investitori

Ora il motto deve essere: coperture, costruzione di contrappesi e diversificazione. È necessario lasciare perdere i titoli a reddito fisso e concentrarsi sui beni materiali. Finché è ancora possibile acquistate metalli preziosi, perché la BCE può stampare una quantità infinita di euro, ma non un grammo di oro o di argento. Finché viene stampato denaro i mercati azionari continueranno a salire, ma lo scoppio della bolla non sarà rimandato per sempre. Lo stesso vale per gli immobili. Chiunque acquisti ora, deve valutare attentamente se in futuro troverà ancora uno stupido acquirente disposto a pagare ancora di più.

DOVE STA SCRITTO CHE DOBBIAMO PER FORZA AVERE UN CONTO IN BANCA?

Sei un lavoratore dipendente? Sei un pensionato? Hai una piccola impresa individuale? Per poter lavorare, e quindi vivere, devi per forza avere un conto in banca, altrimenti è impossibile avere lo stipendio. Lo Stato ha infatti abolito da anni il contante per l’accredito dello stipendio. Il problema è che tutto ciò è ILLEGALE.

📌 Art. 1277 Codice Civile
«I debiti pecuniari si estinguono con moneta avente corso legale nello Stato al tempo del pagamento e per il suo valore nominale»

📌 Art 693 Codice Penale
«Chiunque rifiuta di ricevere, per il loro valore, monete aventi corso legale nello Stato, è punito con la sanzione amministrativa fino a trenta euro»

Le leggi dello Stato italiano sono chiare: i pagamenti si effettuano con la MONETA A CORSO LEGALE e nessuno può rifiutarsi di ricevere la MONETA A CORSO LEGALE.

Ma cos’è la MONETA A CORSO LEGALE?
Ce lo dice la Banca d’Italia: «L’unica forma di moneta legale è la moneta CONTANTE emessa da una banca centrale – per l’euro la Banca Centrale Europea (BCE)»

Quindi la questione è molto chiara: l’unica moneta a corso legale è il CONTANTE e nessuno può rifiutarsi di ricevere denaro CONTANTE per i pagamenti.

Cos’è quindi la MONETA ELETTRONICA che lo Stato ci obbliga ad utilizzare? Leggiamo sempre dalla Banca d’Italia: «La moneta scritturale bancaria [ovvero la moneta elettronica] è una forma di MONETA PRIVATA». La moneta elettronica non è moneta a corso legale, è una moneta privata che porta LUCRO alle banche.

Come fa lo Stato ad abolire o limitare l’utilizzo del CONTANTE che è l’unica MONETA A CORSO LEGALE e costringere il cittadino ad utilizzare una moneta privata che per definizione porta lucro alle banche attraverso interessi e commissioni?

Come ci siamo ridotti così? La decennale propaganda mistificatoria contro il CONTANTE è stata portata avanti con grande forza dal circuito bancario e dai suoi camerieri (giornalisti, politici, boiardi di stato etc). Quella dell’evasione fiscale è soltanto una scusa (la vera evasione la abbiamo proprio con la moneta elettronica), l’obbiettivo è quello di renderci ancora più schiavi controllando il nostro portafoglio, tracciando ogni spesa che facciamo e prelevando direttamente i soldi quando lo Stato ritiene di farlo. Le banche brindano e banchettano grazie ad una classe politica collusa e incapace.

Ma le leggi rimangono, e sfido i politicanti a modificare la definizione di MONETA A CORSO LEGALE. Il vero problema che abbiamo è quello dell’informazione: facciamo sapere a tutti come stanno realmente le cose, le persone devono capire come ci stanno togliendo ogni libertà.

Come disse Henry Ford: “È un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perché se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina.” È nostro dovere informare.

Il pensiero dominante

Il pensiero dominante imposto alle masse fa parte delle tecniche manipolative messe in atto al fine di ottenere un gregge umano informe, succube e soprattutto, non-pensante. Le élite di potere, qualunque esse siano, stabiliscono per un loro tornaconto quello che – in un dato momento o periodo storico – è il pensiero dominante da diffondere di un aspetto ben preciso della società. Può essere un pensiero dominante riguardante le questioni socio-politiche, l’economia, la moda, l’arte, ogni settore che abbisogna di una direzione ben precisa da seguire. Poi sarà la massa stessa ad agire da “ripetitore” e da “controllore”.

Senza il processo del pensiero dominante risulterebbe molto più complicato controllare il pubblico senza il ricorso alla coercizione fisica. Complicato e dispendioso. E allora ecco vi è la necessità, subdola, della costruzione del consenso, ovvero la manipolazione pubblica al fine di far accettare un programma di pensiero, di consumo e di stile di vita, imposto dall’alto. Il rumoroso e disordinato gregge non potrà che essere spettatore. Del “come” questo possa avvenire, ne ho parlato in questo mio articolo: “La Finestra Di Overton: Come Rendere Accettabile L’Inaccettabile”.

Negli ultimi 50/60 anni le tecniche per rendere più immediata la diffusione del pensiero dominante si sono moltiplicate. E soprattutto, sono in grado di raggiungere anche le zone più remote del pianeta. Quindi un maggior pubblico in minor tempo. La televisione, le radio, i giornali, le riviste, i dispositivi come smartphone, tablet, computer e su tutti internet, con annessi i social di ogni tipo, sono il veicolo per la costruzione di un pensiero dominante su scala mondiale.

Non è un mistero infatti, se quel gran genio di Aldous Huxley dipingeva a fine anni cinquanta un ritratto piuttosto cupo della società. Egli riteneva che la società fosse controllata da una “forza impersonale”, da una oligarchia che manipola la popolazione con diversi mezzi. Nella prefazione del 1958 del suo saggio “Ritorno al mondo nuovo” – che Huxley ha scritto 26 anni dopo il romanzo distopico e senza tempo, intitolato “Il nuovo mondo” – scrive:

“Forze impersonali su cui noi non abbiamo alcun controllo sembrano spingerci tutti nella direzione dell’incubo del Mondo Nuovo; e questa spinta impersonale sembra essere accelerata dai rappresentanti delle organizzazioni politiche e commerciali, che hanno sviluppato un gran numero di nuove tecniche per manipolare, nell’interesse di una minoranza, i sentimenti e i pensieri delle masse.“

Prima di lui, Edward Bernays, un pubblicista e pubblicitario statunitense , celebre per la sua parentela con Sigmund Freud, oltre ad essere considerato uno dei primi spin doctor (esperto di comunicazione che lavora come consulente per conto di personaggi politici o importanti aziende) è stato ancora più diretto. Morto nel 1995, alla veneranda età di 104 anni, è considerato fra le cento figure più influenti del XX secolo secondo una classifica stilata dal magazine Life. Nel 1928 pubblica il suo libro “Propaganda”, nel quale scrive:

“L’intelligente e cosciente manipolazione degli abiti e delle opinioni delle masse è un elemento importante nella società democratica. Coloro che manipolano questo invisibile meccanismo nella società costituiscono un governo invisibile che è il reale potere decisionale del nostro paese. Siamo governati, le nostre menti controllate, i nostri gusti plasmati, le nostre idee formate, da uomini di cui non abbiamo mai sentito parlare. Questo è il logico epilogo del modo in cui la nostra società democratica è organizzata.”

Del resto, gli effetti della standardizzazione del pensiero umano sono ormai evidenti. Gli spettacoli televisivi che seguiamo sono tutti simili fra loro, partono da un medesimo format. Lo stesso vale per la musica che ascoltiamo, i film che guardiamo e le notizie che leggiamo. Passano attraverso l’imbuto della standardizzazione per far sì che siano uniformi e vicini al pensiero dominante. L’imbuto sono i proprietari dei gruppi di controllo hanno legami stretti con le élites, e in molti casi, fanno parte di queste stesse élites.

Parliamo di gruppi di potere che possiedono gran parte dei mercati in grado di raggiugere le masse, hanno il potere di creare nelle menti delle persone una singola e coesa visione del mondo, generando una standardizzazione del pensiero umano. Persino movimenti o stili che sono considerati marginali, che possono apparire come antagonisti, sono, in verità, estensioni del pensiero mainstream. I mass-media producono loro stessi i “ribelli”. “Siamo tutti conformisti travestiti da ribelli” canta Masini.

Diversamente, gli artisti considerati fuori dalle righe, le creazioni e le idee che non si adattano al pensiero dominante, vengono inesorabilmente rifiutate e dimenticate dai gruppi di controllo, che le fanno gradualmente scomparire dalla società stessa. E a volte, a scomparire del tutto, sono anche gli artisti. Lo stesso vale per i giornalisti “scomodi” e i politici che non vogliono allinearsi. Uno scenario già ampiamente descritto e previsto da George Orwell nel suo capolavoro visionario “1984”- romanzo distopico pubblicato nel 1949 – nel quale scrive:

“Se vuoi un’immagine del futuro, immagina uno stivale che calpesta un volto umano — per sempre.”

Orwell, però, nel suo romanzo distopico, ha aggiunto un aspetto determinante, una chiave che gioca un ruolo rilevante per la diffusione del pensiero dominante. Sto parlando della “Neolingua”, dall’originale Newspeak, ossia “nuovo parlare”. Un nuovo modo di parlare, di esprimersi , una forma di comunicazione ridotta all’osso, ai minimi termini. Citando sempre Orwell: “Lo scopo principale a cui tende la Neolingua è quello di restringere al massimo la sfera d’azione del pensiero.”

Le persone pensano mediante il linguaggio, quindi.. meno parole, meno capacità di pensiero! È vero che si può ragionare anche per associazione, come fanno gli animali, ma è il linguaggio ad aver permesso all’umanità di fare un gran balzo in avanti nell’evoluzione sociale e poter comunicare pensieri “alti”, emozioni e sensazioni. E le parole servono anche per sviluppare una capacità critica. Un concetto è “diventato nostro” quando lo sappiamo esprimere con parole “nostre”.

Adesso, invece, stiamo tornando indietro. I mass-media, tutti, si sono trasformati in uno strumento diabolico per distruggere la capacità di espressione. Osservate il mondo circostante, soprattutto dei giovani, e vi accorgerete che sovente hanno un vocabolario inferiore alle 500 parole. Il 35% degli studenti di terza media non capisce un testo d’Italiano (fonte). Conoscono e usano le parole del lessico di base.

In un primo tempo la Tv ha distrutto nelle persone la capacità di esprimersi. Infatti non si replica al televisore. Poi è arrivata l’era dei social, della condivisione di pensieri e parole altrui. Image quote, citazioni e soprattutto, un abuso di like, cuoricini ed emoticon (le faccine), che rappresentano un modo persuasivo per disabituare a esprimere emozioni, sensazioni e concetti astratti e quindi ridurre il linguaggio. Acronimi, abbreviazioni , ecc … tutti modi per disabituare all’uso delle parole corrette.

Diventa evidente che con la riduzione e confusione del linguaggio si realizza impoverimento e confusione nel pensiero e si facilita la proliferazione del pensiero dominante. Motivo per cui, in questo blog, come altrove, incito sempre per tornare a far crescere lo spirito critico, indurre le persone a ragionare con la propria testa, indurre chiarezza di idee e di pensieri propri. È questo il passaggio fondamentale: la riappropriazione del linguaggio. Un linguaggio va allenato ed ampliato proprio nel confronto diretto tra persone, attraverso uno scritto o mediante lettura. Riappropriandosi, quindi, di buona parte del tempo libero per crescere e non inebetirsi davanti ad uno schermo.

Agli schiavi di un tempo, ad esempio, veniva vietato usare la propria lingua e uno degli obiettivi di chi vuole sottomettere è proprio quello di annientare il linguaggio e la comunicazione attiva. Noam Chomsky ci definisce come “rane bollite”, una società in cui si accettano persino figure retoriche come gli ossimori, come verità.

Del resto, una popolazione ignorante che non conosce i propri diritti, che non cerca di comprendere gli avvenimenti e che non fa domande alle autorità, rappresenta la società ideale nella quale imporre un pensiero dominante, per formare e plasmare opinioni e abitudini, e per definire ciò che è normale e accettabile.

Ma cose succede in una società nella quale vige il pensiero dominante? Succede che ti hanno programmato per essere come ti vuole il sistema, la “società civile”. Ti hanno fatto capire che non sei padrone del tuo destino, ma un ingranaggio di un meccanismo ben oliato che si chiama lavora-produci-consuma. Ti hanno educato alle buone maniere, ad essere disponibile verso gli altri e a cercare di piacere a tutti. E qui sta la fregatura più grande e il più grande dei problemi. Perché cominci a sentirti inadeguato non appena qualcuno non sembra essere soddisfatto per come lavori, vesti, mangi, vivi in generale. Così diventi schiavo del giudizio, stai bene/male a seconda di cosa prevede il pensiero dominante.

Ti trovi nella psicoprigione descritta da Orwell, e ti rendi conto che l’unica cosa da fare è cominciare a smettere di far tutti contenti e sorridenti, cominciare a fare quello che ti piace davvero; come lavoro, come stile di vita, come pensiero. Inizi a credere nei tuoi sogni, come facevi da bambino e avevi ben chiaro chi avresti voluto essere da grande. Ti rendi conto che “forse”, sei proprio tu la persona più importante che merita attenzioni, e che decidere di plasmare la tua vita e indirizzare il tuo destino è affare del tutto personale, che nessuno dovrebbe intralciare. Tantomeno imporre. Decidere di essere indipendenti, infatti, investendo su te stessi e sulla propria cultura, non lasciando agli altri la possibilità di decidere, è il primo passo per liberarsi dallo status di pensatori succubi e dominati.

“Se un popolo si aspetta di poter essere libero restando ignorante,
spera in qualcosa che non è mai stato e che mai sarà.”
Thomas Jefferson